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Installare impianti di TLC in regola
Cosa devono sapere oggi le aziende che realizzano un’infrastruttura di rete voce/dati: affidarsi ad aziende in regola con le normative vigenti.


L'esplosione delle comunicazioni e la deregulation a cui il settore delle TLC è stato soggetto in questi ultimi anni rispetto al passato hanno portato un gran numero di nuove società installatrici di impianti telefonici o voce dati a impegnarsi in questo comparto di mercato, spesso senza conoscere la normativa tecnica necessaria per realizzare gli impianti a regola d'arte. Fra l'altro non sono stati ignorati soltanto gli aspetti tecnici ma spesso anche quelli legislativi che regolano le attività di quest'area.

Aziende in guardia

Le aziende però devono sapersi tutelare sotto questo aspetto. Se nel settore degli impianti in generale e di quelli elettrici in particolare, tutti hanno sentito parlare della legge 46/90 per la sicurezza degli impianti e molte persone, come inquilini o come responsabili aziendali, si sono dovute impegnare, anche economicamente, per rendere gli impianti interessati idonei a quella normativa, pochi invece sanno che anche il settore degli impianti interni di telecomunicazioni allacciati alla rete pubblica ha un suo regolamento da rispettare come previsto dalla legge. In sostanza esiste una serie di norme nazionali e internazionali a cui attenersi per realizzare gli impianti secondo la regola dell'arte riconosciuta. La legge che regola il settore è la n. 109/91 insieme al decreto ministeriale di attuazione 314/92. La legge e il suo regolamento sono tuttora valide e prevedono che, come indicato nell'allegato 13 del decreto ministeriale, in fase di allacciamento dell'impianto interno del cliente alle linee pubbliche, venga compilata da parte della ditta installatrice autorizzata una scheda, che deve essere controfirmata anche dal cliente, e poi inviata a cura dell'installatore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno al gestore della rete pubblica (una volta era SIP, oggi è Telecom Italia).

Occorre poi precisare che nonostante l'ex monopolista si sia trasformato, dalla data della legge e del suo decreto ad oggi, da azienda pubblica a società privata (attualmente non è più nemmeno l'unica società concessionaria per il servizio pubblico di telecomunicazioni), la legge 109/91 e il suo decreto ministeriale 314/92 non sono stati modificati: pertanto Telecom Italia resta ancora oggi la destinataria della comunicazione dell'avvenuto allacciamento di un impianto privato alla rete pubblica. Vi sono infatti casi in cui potrebbero nascere dubbi: ad esempio, mentre nel periodo 1991-92 (anni di creazione delle leggi) l'unica rete pubblica di TLC era gestita dall'attuale Telecom Italia, in questi ultimi anni sono state costruite altre reti da società concessionarie di servizi pubblici, come per esempio Albacom, Infostrada, Colt o Fastweb, le cui infrastrutture diventano quindi reti pubbliche di telecomunicazioni. In questi vari casi allora, potrebbe non sembrare logico pensare che la scheda di certificazione dell'allacciamento, come previsto dall'Allegato 13 del DM 314/92, debba essere inviata a Telecom Italia. In ogni caso, tornando alle regole che l'azienda deve rispettare, quando la scheda viene inviata a Telecom da parte dell'installatore autorizzato, al cliente resta comunque una copia, che fa testo sulla regolarità di certificazione e collaudo dell'impianto allacciato alla rete pubblica. Così il proprietario dell'impianto potrà essere in grado di esibire tale copia in caso di controllo o di contenzioso con il gestore della rete pubblica.

Come mettersi in regola con l'impianto

Il Ministero delle Comunicazioni aggiorna ogni sei mesi l'elenco integrale delle aziende in possesso dell'autorizzazione ministeriale. Ad oggi l'albo degli installatori di TLC comprende circa 900 aziende distribuite sul territorio nazionale. Una buona parte di queste fanno parte di Assotel (www.assotel.it), ossia l'associazione di categoria che raccoglie gli operatori di telefonia e telematica e nella quale il denominatore comune dei membri è il possesso dell'autorizzazione ministeriale. Questa associazione aiuta gli installatori del settore a regolarizzare la propria posizione per l'ottenimento dell'autorizzazione e gli utenti che vogliono entrare in contatto con imprese certificate. Tramite Assotel è condotta da anni una campagna di sensibilizzazione presso l'utenza affari e i responsabili di TLC di enti pubblici, in merito alla legge citata in queste pagine, circa l'obbligo di collaudo e certificazione degli impianti interni di fonia e/o dati connessi alla rete pubblica.

Legge valida anche per gli impianti voce dati

Precisiamo poi che, anche se nei casi sopra descritti è stato fatto riferimento a centralini che lasciano intendere collegamenti in voce, non cambia nulla se questi collegamenti sono rivolti anche ad apparati di rete LAN (Local Area Network, ndr), in quanto il decreto ministeriale 314/92 art. 5 non fa distinzione tra reti dati e reti per la fonia.

Per "omologazione" di apparati si intende la certificazione ottenuta dal costruttore per ciascuno dei singoli componenti dell'impianto su richiesta fatta all'Ispettorato Tecnico delle Comunicazioni. Pertanto, ogni prodotto omologato deve riportare in modo visibile gli estremi di tale approvazione. Apparati di impianti "omologati" in un altro Paese dell'Unione Europea sono ritenuti validi in tutti gli altri Paesi dell'Unione, salvo espresse eccezioni di natura tecnica fondate su casi storici esistenti. Un impianto privato di TLC deve essere quindi costituito da apparati e componenti tutti omologati nonché installati da imprese autorizzate che ad allacciamento avvenuto siano in grado di rilasciare la certificazione dell'impianto.

Secondo l'Art. 5 dell'allegato 13 del decreto ministeriale 314/92, sono autorizzate all'installazione, al collaudo, all'allacciamento e alla manutenzione degli impianti telefonici interni le imprese iscritte in un apposito albo, suddiviso per classi e per gradi, e tenuto dall'Ispettorato Generale delle Telecomunicazioni. Secondo questo decreto ministeriale la classe installatori è suddivisa in tre gradi, come indica l'Art. 2 dell'Allegato 13, in funzione del tipo e della potenzialità dell'impianto e del numero delle terminazioni interne o derivati, per voce e dati, che si è abilitati a installare.

L'installatore di primo grado è autorizzato a operare su impianti di qualsiasi tipo e potenzialità. L'installatore di secondo grado è autorizzato a effettuare le stesse operazioni del primo, ma limitatamente agli impianti con una capacità massima di 400 terminazioni interne per voce e dati. Vengono inoltre esclusi dalle competenze di secondo grado gli impianti realizzati con sistemi radio e/o fibra ottica. L'installatore di terzo grado è poi autorizzato alle stesse operazioni del secondo, ma solo su impianti con un massimo di 120 derivati.

INSTALLAZIONE, COLLAUDO, ALLACCIAMENTO, MANUTENZIONE DI APPARECCHIATURE TERMINALI DI COMUNICAZIONE - DM n. 314 del 23 maggio 1992 - Regolamento di attuazione della Legge n. 109 dell' 8 marzo 1991 - (Direttiva 88/301/CEE del 26 maggio 1988)

Art. 3 dm . 314
L'installazione, il collaudo, l'allacciamento e la manutenzione delle apparecchiature terminali, omologate con la procedura di cui all'allegato 11, parte integrante del presente decreto, debbono essere eseguiti dal gestore del servizio pubblico o da imprese autorizzate ai sensi dell'art. 4, in conformità alle norme CEI, alle norme per la sicurezza degli impianti ed alle altre norme vigenti in materia.

Ultimata l'installazione, debbono essere effettuate le prove atte a verificare la funzionalità dell'impianto secondo la capacità ed il tipo dell'impianto stesso e le eventuali prescrizioni fornite dal costruttore delle apparecchiature.

L'impresa autorizzata che ha provveduto alle operazioni di installazione e di collaudo deve consegnare all'abbonato, all'atto dell'allacciamento dell'impianto alla rete pubblica, il progetto dell'impianto stesso sottoscritto da un progettista iscritto all'albo professionale, nonché‚ una dichiarazione conforme allo schema dell'allegato 12, che fa parte integrante del presente decreto, nella quale: sia attestata la conformità dell'impianto e della sua installazione alla normativa in vigore; siano descritti la marca, il tipo, il numero degli elementi costitutivi dell'impianto stesso ed il numero di omologazione delle apparecchiature collegate; sia dichiarato l'esito positivo del collaudo. Copia conforme della dichiarazione di cui al comma 3 deve essere inoltrata, dall'impresa autorizzata, con raccomandata con avviso di ricevimento, alla competente sede territoriale del gestore del servizio pubblico entro trenta giorni dal rilascio dell'originale all'abbonato.

In caso di violazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano, previa diffida, il provvedimento di sospensione dell'autorizzazione e, nell'ipotesi di reiterate inadempienze, il provvedimento di revoca dell'autorizzazione stessa.

GIANI SRL è iscritta all'Albo degli Installatori e Manutentori per Impianti di Telecomunicazioni 2ˆ Grado (Aut. Min. nr. BO/502 del 04/05/2008)



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